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sabato 26 febbraio 2011

RAPINE A SUPERMERCATI E POSTE: OTTO ARRESTI A VARESE

RAPINE A SUPERMERCATI E POSTE: OTTO ARRESTI A VARESE:
"(AGI) - Varese, 26 feb. - Obiettivi preferiti supermercati e uffici postali. Una serie di rapine che ha portato all'arresto di otto persone al termine di un'indagine che ha visto impegnati gli uomini della Squadra Mobile di Varese per diversi mesi per raccogliere le prove necessarie a convincere il Giudice dell'indagine preliminare a firmare le ordinanze di custodia cautelare. Le misure restrittive rappresentano l'epilogo di uno stralcio dell'attivita' investigativa conclusa nei giorni scorsi con 13 arresti dal Commissariato di Domodossola, alla quale la Squadra Mobile varesina aveva fornito supporto e collaborazione. In manette sono finiti Virgilio Colferai, 54enne, Luciano Colferai 30 anni, Omar Colferai di 32, Lorenza Moretti, 52 anni, il 37enne Donald Suffer, Flavio Falvo di 46 anni, Giuseppe Scavone di 39, Ettore Milesi 54enne, tutti gia' detenuti presso gli istituti di pena di Brescia, Novara, Bergamo, Verbania ed Imperia. Due le rapine che vengono contestate alla banda nel Varesotto. Un furto da 16mila euro nella notte del 5 aprile scorso ai danni dell'Ufficio postale di Cassano Valcuvia dove i malviventi erano entrati segando le sbarre della grata a protezione di una finestra per prelevare il denaro dalla cassaforte dopo averla bucata. Il secondo colpo, invece risale alla notte del 19 giugno ai danni del supermercato Carrefour di Cugliate Fabiasco con bottino da 25mila euro e stesso 'modus operandi'. Le indagini, che nei giorni scorsi avevano portato al fermo anche di una guardia giurata in servizio a Milano ritenuta 'basista' di un furto nel Varesotto, erano scattate dopo un furto notturno all'Ufficio postale di Vogogna nel marzo dell'anno scorso. Attraverso intercettazioni telefoniche ed un 'notevole lavoro di analisi dei tabulati telefonici', gli investigatori avevano individuato i presunti componenti la banda che nel volgere di pochi mesi aveva messo insieme un bottino complessivo di oltre 300mila euro. Per lo piu' di etnia nomade, tutti di origine italiana, ormai stanziali nei territori del Bresciano, del Lecchese (in particolare nelle zone di Calolziocorte e Meratese) e del Bergamasco. Per mettere a segno i furti venivano neutralizzati gli impianti di videosorveglianza staccando e spezzando i cavi del telefono dello stabile da colpire e i ladri comunicavano fra di loro attraverso apparati radio ricetrasmittenti. Per ogni colpo si procuravano nuovi attrezzi da scasso, seghe circolari, scale e quanto altro utile per introdursi nei locali da colpire, tagliando le inferriate poste alle finestre e le casseforti all'interno, utilizzando sempre guanti da lavoro. (AGI) Co1/Car

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